Il Mestiere più Antico del Mondo

Posted on Mar 1 2016 - 12:17am by Giada La Mantia

Daniela Ariano fa uno dei mestieri più antichi del mondo: è drammaturgo, nel senso che collabora con diverse compagnie nella stesura di drammi e pièce teatrali. Per poter diventare scrittore teatrale professionista Daniela, oltre a scrivere e molto, ha frequentato anche diversi corsi di teatro e di scrittura creativa, ma soprattutto all’età di vent’anni ha cominciato a lavorare e a scrivere con un regista drammaturgo che l’ha iniziata all’arte della scrittura per il teatro.

In questi giorni non calca il palcoscenico ma l’aula di un laboratorio di scrittura creativa applicata al teatro.

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Messa in Scena

Daniela, che cosa è e che fa un drammaturgo oggi? In fondo non c’è internet dal quale scaricarsi tutto?

Daniela: Be’, da internet si possono scaricare i copioni (molti, non tutti), scaricarsi vent’anni di vita dedicati alla scrittura sinceramente la vedo difficile. Il drammaturgo, o più semplicemente lo scrittore di opere teatrali, oggi fa esattamente quello che faceva ieri: scrive testi, originali e adattamenti, destinati a essere rappresentati in uno spazio scenico. Si guadagna poco, si suda molto ma è un mestiere bellissimo, a chi piace naturalmente. Del resto de gustibus…

24 ore di corso sono sufficienti per iniziare a capire una professione di questo tipo?

Daniela: A capirla sicuramente sì. Anche perché il laboratorio non si esaurisce nelle 24 ore di incontri, continua anche fuori dove ognuno continuerà a elaborare ciò che ha assimilato mettendosi alla prova. Inoltre il mio compito è quello di lasciare degli strumenti che siano utili soprattutto quando il corso sarà terminato, una sorta di bussola per orientarsi. Poi, come dico sempre, nessun corso o scuola potrà mai offrire quello che dà la pratica. Io trasmetterò la mia conoscenza, sensibilità e passione saranno invece il prezioso bagaglio che ogni partecipante al laboratorio dovrà mettere a disposizione di sé stesso e degli altri. Perché, ricordiamoci: qualsiasi cosa si scrive – a meno che non sia un diario personale – il fruitore ultimo di quella fatica sarà sempre l’altro, che sia esso un lettore, uno spettatore o un ascoltatore.

Per fare questo lavoro hai studiato tantissimo, cosa ha il tuo corso che avresti voluto trovare in quelli cha al tuo tempo hai frequentato?

Daniela: Meno teoria e più esperienza viva di chi quelle strade, spesso vicoli impervi e maleodoranti, le ha già battute. Corsi di scrittura ce ne sono a bizzeffe, e anche di libri che ne parlano, ma pochi oggi sono disposti a mettersi a nudo, raccontando il bene e il male di un mestiere che è tutto in salita. Per fortuna non sono l’unica.

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Palcoscenico teatrale

Per chi desiderasse approfondire il mestiere, quali sono i passi che consigli di intraprendere dopo il tuo corso?

Daniela: Per approfondire ci sono le accademie e le scuole di teatro e c’è un Centro nazionale di drammaturgia italiana contemporanea, il CENDIC, che riunisce gli scrittori di teatro e che da qualche anno si è assegnato il delicato compito di promuovere la drammaturgia contemporanea facendo un grande lavoro di divulgazione a livello nazionale. Ma le uniche vere scuole per diventare drammaturghi sono le tavole del palcoscenico e la strada. I consigli sono quelli che do a chiunque abbia frequentato una scuola, un corso, un’accademia o l’università… buttarsi nella mischia, senza aver paura di farsi male. Ferite e lividi sono inevitabili, l’importante è rialzarsi sempre e continuare a combattere se davvero si crede in ciò che si fa, in ciò che si è e, soprattutto, in ciò che si vuol diventare.

Ringrazio Daniela per il tempo che ci ha dedicato e se sei interessato a conoscere di più: qui trovi le informazioni per il corso di scrittura teatrale in partenza in questi giorni, qui maggiori informazioni su Daniela, la sua vita e la sua arte e qui un’altra testimonianza sul corso.

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