IL ROCK IN RIO DI MARCELO PAGANINI

Posted on Mag 23 2016 - 8:02pm by Patrizia Marinelli

Virtuoso della chitarra, produttore e film maker Marcelo Paganini può finalmente mostrare i brillanti risultati del suo ritorno, dopo tanti anni di assenza, nella sua città natale, Belo Horizonte in Brasile. Parliamo del cd, del film e del soundtrack del film First Time in Rio, relativo al tour che il brillante musicista franco-brasiliano ha tenuto nel dicembre 2014. Tre shows a Belo Horizonte e tre a Rio de Janeiro con Marcelo e la sua band che documentano l’incredibile energia di questo chitarrista, la sua passione per la musica prog, rock, jazz e fusion e il grande fascino che esercita nei confronti dell’audience. Un rockumentary, First Time in Rio, che vede anche la partecipazione di leggende della musica sudamericana primi fra tutti Marcio e Lo Borges e Marcio Buzelin, condito dalla musica di Paganini e dai brani interpretati tratti dal suo più recente album 2012 Space Traffic Jam

Marcelo, come hai scelto i cinque brani da 2012 Space Traffic Jam da includere in First Time in Rio?

Ad eccezione della prima, ho semplicemente scelto quelle che sembravano funzionare bene già alla seconda prova. In finale ci siamo ritrovati a fare soltanto due mezze sessions di prova, così ho dovuto tagliare dalla scaletta un paio di pezzi. Ben pochi musicisti sarebbero stati in grado di suonare brani così complicati con così poche prove. L’unica bonus track inclusa è stata la strumentale Trindade che abbiamo suonato nell’ultima data del tour a Vizta. E’ stata quindi usata nei credits finali del film. Soltanto gli shows a Rio sono stati usati per la pellicola. Ci sono poi parecchi videos tratti dagli spettacoli a Belo Horizonte e alcuni estratti dal film online.

First Time in Rio è stato un tour che ha riscosso grandissimi consensi. Quali sono i ricordi più belli che hai di questa esperienza?

L’intero tour è stato un piccolo miracolo, qualcosa che è andato ben oltre i miei sogni più scatenati. Mia zia, la mia preferita, mesi fa è venuta a Parigi e mi ha detto che era tempo che io tornassi a vedere la mia famiglia e questo mi ha ispirato. Il tour è stato prenotato all’ultimo minuto, nel mese più incasinato dell’anno in Brasile ovvero a dicembre, proprio prima di Natale. Era il mio cinquantesimo compleanno ed ero stato via dal mio paese per undici anni. Si è trattato di un mese molto intenso in Brasile e non so dire quale sia il ricordo più bello ma soltanto che mi sentivo travolto dalla gioia. Uno dei momenti speciali è stato il primo concerto del tour nella mia città natale, Belo Horizonte. Il locale era pieno zeppo, anche se lo show è cominciato due ore dopo a causa di una tempesta tutti sono comunque venuti. Ricordo l’audience che cantava insieme alla band, ballava, si divertiva da matti…Poi il mio gruppo quando ha suonato per il party del mio compleanno e quindi l’ultimo concerto a Belo Horizonte e il fatto che non sia stato cancellato nonostante la pioggia. In quel periodo c’era stato un clima molto secco in Brasile, quindi la pioggia era la benvenuta. Abbiamo perfino scherzato dicendo che se avessi suonato ancora a Belo Horizonte avrebbe piovuto di nuovo e così è accaduto…California, cosa stai aspettando? Sono riuscito a realizzare un mio vecchio sogno e sono perfino riuscito a pagare tutti i miei conti grazie alle vendite del cd. Il cd è stato sold out in Brasile ma ci sono ancora cd disponibili online. Ovviamente tra i ricordi migliori c’è anche la mia band di Belo Horizonte e l’altra con cui ho suonato per sei date a Rio. Poi ovviamente tornare a nuotare sulla spiaggia di Ipanema è stato un sogno per non parlare del film e del suo soundtrack. Mi domando se tutte queste belle cose siano successe per davvero…

In qualità di film maker, quali pensi siano gli elementi migliori che caratterizzano il rock-documentario First Time in Rio?

Rendere possibile l’impossibile per un mese intero di un’estate a Rio. Cambiare la realtà con la telecamera in modo quantico. E’ un documento storico per via della nascita di ben due band, sei shows…Questo film è anche un documento che mostra il Brasile prima che la crisi economica e politica iniziasse. C’è anche un’intervista a Marcio e Lo Borges che insieme a Milton Nascimento sono i fondatori del leggendario movimento musicale famoso in tutto il mondo Clube Da Esquina (Corner’s Club). Marcio Borges è mio cognato, insieme abbiamo scritto tante di quelle canzoni. Lo Borges ha partecipato a tante registrazioni con me, abbiamo scritto una canzone in due e ci siamo esibiti on stage. Ho ritrovato due dei tre membri originali della mia prima band per gli spettacoli teatrali. Era il 1983 quando Sphinxes of Babel andò per la prima volta in scena. Io sono parte di una scena rock progressive molto attiva a Belo Horizonte. Marcio Buzelin dei Jota Quest, una delle band più popolari in Brasile, ricorda che sono stato uno dei pionieri del rock elettronico a Belo Horizonte. Era il 1986, quando lui cominciava appena a mettere in piedi le sue prime formazioni. In un periodo quando i diversi generi musicali erano divisi ognuno nel proprio ghetto, io riuscii ad unire l’heavy metal di Sepultura, Kamikaze, Tribo de Solos con la Musica Popolare Brasiliana e la scena jazz di Clube da Esquina, quindi con la musica classica “seria” del Conservatorio che io ho mescolato con la musica elettronica durante il mio show “Marcelo Paganini is the Band”, di ritorno dalla Francia. Come in tutto ciò che faccio, c’è una facciata sperimentale nel film, specialmente ne nel brano Sphinxes of Babel. Ne sono davvero orgoglioso!

MP Band Rio 2014

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