La WEBSERIE di ActionAID con Rubio, DelVecchio, Surina e MagoForest

Posted on Nov 9 2015 - 11:50am by Francesca Piantanida

Se fossi nato in... Chef Rubio, Marco Delvecchio, Mago Forest e Giorgia Surina per ActionAid

Da piccoli ( o almeno quando chi scrive era piccola,  non c’erano smartphone, consolle videogiochi portatili e i fumetti li stampavano con caratteri così minuti che a leggerli in auto vomitavi sicuro) uno dei classici giochi, o meglio passatempi, durante i viaggi in auto erano i famosi indovinelli “Se fossi“… “Se fossi un principe, una principessa, un eroe, un calciatore  famoso, un atleta, un mago, un’attrice …se fossi tutto ciò che tipo saresti??”.

Sulla falsariga di questo vecchi tormentone infantile, che si basava per l’appunto sul fatto che si sogna d’essere meglio di ciò che si è, ActionAid ha invertito le carte in tavola e ha vatto la domanda inversa, ad un calciatore, un’attrice, un cuoco star ed un magoComico (Marco del Vecchio, Giorgia Surina, Chef Rubio ed il Mago Forest) hanno fatto vivere, più che chiedere, “Se fossi nato in un luogo disagiato, che professionista saresti?“, poiché i veri talenti, i veri professionisti, sono ovunque ed anzi  la passione ed il talento di un piccolo sognatore che si sforza di emergere da un luogo sfortunato, sono sicuramente più grandi di quelle di un bambino nato in Italia.

Nasce così “Se fossi nato in…” (titolo semplice, come sono le idee vere, e per una volta tanto in italiano), la webserie realizzata da ActionAid Italia e presentata il 5 novembre al MUDEC, il Museo delle culture di Milano.
Il format ha portato le quattro star a confrontare la loro passione e il loro talento con la vita quotidiana dei bambini di quattro paesi poveri o emergenti, Kenya, India, Brasile e Tanzania, in cui ActionAid è presente e lavora per dare loro una possibilità di un futuro migliore, durante 10 puntate che saranno online a partire da domani, 10 novembre, sulla home page di Libero e Virgilio, e sulla sezione sociale del Corriere.
Senza eccedere nel patetismo o volendo commuovere a tutti i costi, ma mantenendo anzi i toni leggeri propri di una comunicazione filmica, con il linguaggio ironico tipico dele scene di destrutturazione vedremo un chiaro e serissimo confronto tra mondi diversi: se uno dei quattro personaggi “fosse nato in…” un paese povero, pur avendo talento e passione non avrebbe avuto le stesse possibilità e non sarebbe probabilmente quello che oggi è, e questo dato di fatto, come dicevamo, non ha bisogno certo di ulteriori cornici drammatiche per essere trasmesso, anzi, veicolato da un sorriso leggero è molto più forte e duraturo di quanto ci si possa aspettare, come ci raccontano i protagonisti, toccati nel vivo e per questo maggiori fruitori del messaggio trasmesso: “Con le materie prime presenti in Kenya siamo riusciti a creare assieme dei piatti gustosi della loro tradizione” dice Chef Rubio  “E soprattutto siamo stati uniti in un convivio tra i più giocosi e interessanti a cui abbia mai partecipato. Uno di quelli dove è lo spirito ad averne il maggior nutrimento”. Per Del Vecchio invece “Il calcio è un linguaggio universale che mi ha permesso di comunicare con i bambini brasiliani che ho incontrato nel viaggio con ActionAid  (…)E’ stata un’esperienza molto intensa, ma ho potuto toccare con mano quanto sia importante che ognuno di noi scenda in campo per dare a tutti i bambini, a qualsiasi latitudine geografica, la possibilità di avere i loro diritti”.

Pronti a ridere quindi, ma soprattutto a pensare, da domani, online con la nuova webserie.

F.P.

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