LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Posted on Mar 4 2016 - 1:06pm by Sara Eudizi

JEEGSe il nostro fosse un mondo giusto, Lo Chiamavano Jeeg Robot vincerebbe i premi di tutte le categorie presentabili agli Oscar e Santamaria guarderebbe la cerimonia in piedi sulla scritta Hollywood, per poi scendere a ritirare il bottino, arrivando sul palco con un salto lunghissimo. E dico Santamaria come una metonimia, una sineddoche: quella parte per il tutto che vuole indicare un grande cast sempre in sincro con la regia di una sceneggiatura perfetta, “musicata” in maniera esemplare e completata da una fotografia impeccabile (Gabriele Mainetti, Nicola Guaglianone, Menotti, Michele D’Attanasio) che si muove in una Roma in mano a bombaroli e criminali pazzi narcisisti.
Enzo Ceccotti (Claudio Santmaria) è uno che pensa ai fatti suoi, un introverso e cupo Alberto Sordi di Tor Bella che mangia yogurt e guarda porno, un criminale piccolissimo per il quale viene da tifare, che grazie ad un inevitabile tuffo nel Tevere diventa il supercriminale eroe di una storia “caciarona” (l’ambientazione lo richiede, il pubblico ringrazia) e grottesca, sempre in bilico tra il superhero movie d’ispirazione fumettistica e il tangibile senso pratico dell’uomo qualunque. Comprimari dell’eccezionale parabola del bandito bonaccione che sbaglia per abitudine, ma si riprende per scelta, un cattivo cattivissimo malato di notorietà (superlativo Luca Marinelli), metà Corvo, metà Joker e metà ex partecipante di Buona Domenica, che è la sua nemesi e la sua spinta definitiva verso il bene, oltre che l’immancabile donna bambina che riavvia il cuore guasto dell’eroe impolverato (l’ex GF Ilenia Pastorelli, perfetta nella parte) educandolo alla vita come fosse Jeeg Robot. Insomma, se Lo Chiamavano Jeeg Robot non sarà il film migliore dell’anno, avremo veramente molto di cui parlare.

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