Lutto nel mondo del teatro . Luca de Filippo è morto

Posted on Nov 28 2015 - 1:44am by Fabrizio Palazzi

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Si è spento il 27 novembre, a 68 anni, l’attore Luca De Filippo. Che aveva la stessa passione per il teatro del padre Eduardo e un sogno: «Continuare una tradizione di famiglia»

Assomigliava sempre più a suo padre con l’andare degli anni ma non era magro come lui,  aveva gli stessi zigomi, uguale lo sguardo. E questo a Luca De Filippo, scomparso il 27 novembre a 68 anni, non dispiaceva per nulla. Ci sono figli d’arte che, cercando una propria strada, vogliono in tutti i modi allontanarsi da quella battuta dai genitori. Ma quando tuo padre è stato Eduardo De Filippo (vissuto molto più a lungo del figlio: morì a 84 anni, nel 1984), la direzione giusta è quella: continuare una tradizione di famiglia che risaliva all’attore e commediografo Scarpetta, di cui Eduardo era figlio naturale. Lui quella direzione l’aveva presa da subito, ragazzino che a 8 anni già recitava Miseria e nobiltà di nonno Scarpetta. «A 17 anni stavo in teatro anche quattordici ore, e facevo di tutto, dall’amministrazione al trovarobe. Non mi ha spinto mio padre, ma certo ci teneva», ricordava. Eduardo ci teneva, ma al tempo stesso «era parco di complimenti»: una dimensione austera del vivere che nel figlio sembrava essersi leggermente ammorbidita, benché il modo di raccontare di Luca apparisse contenuto, «serio». Anche quando ricordava i lutti che avevano attraversato la sua vita, dalla morte a 9 anni della sorella su un campo da sci a quella della madre (Thea Prandi), scomparsa quando lui aveva 14 anni: «A quel punto sono rimasto con la tata, e quando potevo andavo a trovare mio padre. Ma non ricordo tutto questo come un’esperienza terribile».

 

Una cosa in particolare mi aveva colpito in quell’incontro, la mattina dopo averlo visto recitare La grande magia (scritto da Eduardo nell’anno in cui Luca veniva al mondo, il 1948) e averlo visto ridar vita in scena a quella storia di illusioni e fuga dalla realtà: lui dalla realtà non intendeva fuggire. A costo di dire di sé, confrontandosi con il padre: «Esistono persone speciali, io so che non potrò mai arrivare ai suoi livelli, e lo ammiro». Al Piccolo Teatro sono appena finite le repliche diNon ti pago, che De Filippo doveva interpretare ma cui ha dovuto rinunciare all’ultimo per il ricovero e la malattia. Fra pochi giorni, sempre al Piccolo, andrà invece in scena Natale in casa Cupiello, la pièce di Eduardo che Luca preferiva su tutte, che aveva interpretato con papà ed era «legata ai ricordi più belli».

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