PALIO MARINARO DELL’ARGENTARIO: INTERVISTA AL TEAM VINCENTE

Posted on Set 5 2016 - 8:16pm by Susanna Marinelli

E cinque! Questo è il numero di vittorie consecutive realizzate dal Rione Fortezza al Palio Marinaro di Porto Santo Stefano che anche lo scorso 15 agosto, manco a dirlo, si è aggiudicato la coppa del “primo arrivato”. Un successo, quello della squadra che ogni anno rappresenta la Fortezza praticamente inarrestabile, tanto che ormai gli abili atleti che ne sono interpreti “rischiano” di diventare delle leggende sportive di Porto Santo Stefano. Si’ perchè nella prestigiosa cittadina marittima capoluogo del Comune di Monte Argentario il Palio non è una gara qualsiasi ma un appuntamento che appassiona tutta la popolazione scatenando emozioni positive e negative a seconda dei casi, ma comunque ad “alta gradazione”. D’altronde questa regata remiera (quattro vogatori e un timoniere) su quattro battelli o “gozzi” classici (Maestrale, Grecale, Libeccio e Scirocco) rappresentanti ognuna un Rione (Fortezza, Croce, Valle, Pilarella) è davvero prestigiosa ed impegnativa. Si disputa, infatti, su un percorso di ben 4000 metri diviso in quattro corsie delimitate da boe con le imbarcazioni che effettuano cinque virate a largo e a terra. Numeri che rendono il Palio Marinaro a Porto Santo Stefano uno dei più lunghi al mondo! La competizione prende l’avvio alla baia del Turchese, all’altezza circa del Palazzo del Comune oltrepassando il promontorio del Moletto, dove è sito il Ristorante Il Moletto, uno dei più antichi e caratteristici della zona. Sapientemente gestito dai fratelli Gabrielli, Il Moletto in Via del Molo, è uno dei pochissimi locali della zona aperto quasi tutto l’anno e propone prelibate specialità locali preparate dallo chef Angelo. Anche da lì quindi, si celebra Il Palio, insieme con la variopinta festa rionale organizzata prima della gara e la festa del Rione vincente che si tiene qualche giorno dopo. Ma lasciamo che a parlarci del successo di quest’estate al Palio Marinaro di Monte Argentario siano loro, gli “eroi” sportivi del team della Fortezza, ovvero Gabriele Solari (capovoga), Mario Rossi, Angelo Orsini, Andrea Benedetti e Tommaso Picchianti (intervistati da Alessandro Ricciarelli Del Duca – testo raccolto da Susanna Marinelli). Abbiamo incontrato i ragazzi, insieme a Stefano Fanciulli Presidente dell’Associazione Fortezza, nella sede sociale del Rione Fortezza, una sorta di ritrovo logistico per la squadra ma anche e soprattutto un luogo suggestivo e ricco di ricordi con gli stendardi dei passati pali e le tante coppe vinte.

Cominciamo con una domanda “di rito”. Come sono andati i festeggiamenti?

E’ andato tutto benissimo e ci hanno fatto molto piacere i commenti positivi della gente. Anche la festa del Rione è riuscita bene tanto che ad un certo punto qualcuno di noi non sapeva più nemmeno ciò che stesse succedendo…e quello è un buon segno! Insomma una bella festa con tanta gente, vino ed allegria, nonché lo spettacolo pirotecnico del nostro capitano.

Erano presenti anche persone degli altri Rioni?

Molto poche. In teoria dovrebbero partecipare ma in realtà degli altri quindici regatori alla festa ne sono venuti soltanto due. Saranno rimasti male per non aver vinto oppure gli siamo antipatici perchè vinciamo sempre noi…Di sicuro in questo senso manca un po’ la sportività.

Ma voi siete mai andati alla festa di un altro Rione vincente?

Chi se ne ricorda…Forse eravamo troppo giovani!

(interviene Stefano Fanciulli Presidente Associazione Fortezza) Ma si sa come vanno queste cose…Quando vince un Rione agli altri resta sempre dell’amarezza. Si comincia a fare discorsi tipo: potevamo fare così, dovevamo fare così, loro sono stati soltanto più fortunati. C’è parecchia gelosia e il solito campanilismo.

Molti attribuiscono una gran parte del successo della Fortezza a Gabriele Solari. Questo ti porta più soddisfazione o più senso di responsabilità?

(risponde Gabriele) Senz’altro più soddisfazione. Certo, sento la responsabilità anche perchè qui ogni anno si alza un po’ l’asticella e devi fare di meglio. E’ un po’ come lascia o raddoppia. Ma diciamo che mi sobbarco volentieri della responsabilità per avere poi la soddisfazione della vittoria.

Vi sembra che negli anni le squadre avversarie stiano in qualche modo crescendo?

Direi di sì, c’è stato un miglioramento generale rispetto a 10-15 anni fa. Gli altri vogano meglio di prima, è vero, però quando “insegui” poi è difficile colmare il gap. Se gli altri fanno un bel tempo….noi ne facciamo uno migliore. Quest’anno ad esempio abbiamo vinto avendo una differenza con il secondo arrivato di diciannove secondi.

Come siete arrivati a praticare questo sport?

(risponde Mario Rossi) Nel periodo estivo tendi ad avvicinarti a questa disciplina. Il Palio qui a Santo Stefano riveste una grande importanza quindi ogni ragazzino sogna di farlo e di vincerlo e così è stato anche per noi. Si comincia con il Palietto sotto i ventitrè anni e se sei bravo vai avanti.

Chi fa il Palietto poi può anche fare il Palio?

Certo ed anche nello stesso anno. Il nostro terzo e quarto remo hanno fatto il Palietto l’anno passato mentre il quarto remo del Rione Croce ha fatto quest’anno sia il Palietto che il Palio. Insomma, ha perso da entrambe le parti! Tra l’altro il Rione Fortezza ci sta dando molte soddisfazioni anche con il Palietto, infatti è il terzo anno di fila che lo vince.

Per caso Gabriele allena i giovanissimi del Palietto?

Un occhio glielo da’!

(risponde Gabriele) Anch’io ho iniziato nello stesso modo, con il Paliotto, il Palietto…Poi mi sono iscritto all’Università e lì per un periodo ho fatto anche canottaggio, poi quando ho iniziato a lavorare ho smesso però il Palio l’ho sempre tenuto come hobby.

Ma qual’è il segreto, se ce n’è uno, della vostra chiamiamola infallibilità?

(risponde Gabriele) Non esistono segreti, occorre soltanto essere seri, avere la passione per quello che fai. Questo è uno sport di gruppo ed è indispensabile anche essere molto affiatati. Magari metti insieme cinque elementi ottimi di per sé ma se non vanno d’accordo i risultati non arrivano. Ci vogliono volontà, sacrificio, voglia di mettersi in gioco e un pizzico di inventiva. Ci sono quelli che, passato il periodo estivo e finito il Palio, esauriscono le energie. D’estate è facile essere motivati, noi invece ci alleniamo anche a novembre, quando magari fa freddo e non ti va e il Palio è lontano. Pensi che puoi farne a meno ma non è così. L’allenamento dei mesi precedenti al Palio è quello che poi ti ritrovi addosso.

E per il prossimo anno…che intenzioni avete?

(risponde Mario Rossi) Dobbiamo vincere per forza! Ci rendiamo conto che vincere per cinque anni di seguito in uno sport così è già una grande cosa ma dobbiamo rimanere uniti e concentrati. Combinare questo tipo di equilibri non è facile. Anche tra un equipaggio come il nostro potrebbe scattare la gelosia, magari vedendo che molti danno tanto merito a Gabriele per le vittorie. Invece noi sappiamo qual’è il suo merito ma anche qual’è il nostro, siamo uniti.

(risponde Gabriele) Mettiamoci anche che al Palio le rivalità tra Rioni si fanno sentire non soltanto a livello sportivo ma anche psicologico e ci sono tante pressioni. Ma fa tutto parte del Palio. E’ un paese e ci sono tante gelosie, lo sappiamo, qui a Porto Santo Stefano funziona così. Altrimenti sarebbe una gara normale, come tante altre che magari vedi in televisione ma questa è un’altra cosa.

Durante il periodo del Palio ci sono state le Olimpiadi in Brasile. Le avete seguite e avete tifato per qualche atleta in particolare?

(risponde Mario Rossi) Certo, io ad esempio ammiro molto Phelps, sono un conservativo e per me deve vincere sempre lui, oppure Bolt, per me deve vincere sempre lui. Sono come la Fortezza, dobbiamo vincere sempre noi!

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