Salvata con intervento record neonata di 10 giorni !!!

Posted on Dic 2 2015 - 2:48am by Fabrizio Palazzi

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A soli 10 giorni di vita una neonata è stata sottoposta a intervento chirurgico per asportare una massa tumorale di dimensioni doppie del suo cuore.

Alla Clinica Mangiagalli di Milano il cardiochirurgo pediatrico Giuseppe Pomè, in collaborazione con Ernesto Leva, responsabile della Chirurgia Pediatrica del Policlinico , ha eseguito un eccezionale intervento di chirurgia neonatale per salvare la bimba da morte certa : si trattava, fortunatamente, di un tumore benigno che le stava crescendo attorno al cuore e ai polmoni, rischiando di provocare gravi danni. Lo hanno potuto rimuovere grazie ai precedenti interventi in ambiente fetale eseguiti dai ginecologi della Mangiagalli e dai pediatri dello stesso ospedale che hanno intubato la piccola, prima ancora che lasciasse la pancia della mamma.

Oggi la piccola sta bene: a breve lascerà il Policlinico. L’eccezionale intervento, durato 2 ore, ha coinvolto anestesisti, infermieri, neonatologi, cardiologi e radiologi, che hanno lavorato in perfetta sincronia per la completa riuscita dell’intervento. «In 25 anni di esperienza – spiega Ernesto Leva – un caso del genere non mi era mai capitato. Questo intervento ha caratteri di eccezionalità sia per la sua rarità, sia per la necessità di istituire un team multi-specialistico per pianificarlo e gestirlo in tutti i suoi aspetti». L’intervento di asportazione, spiegano gli esperti, «è da considerarsi risolutivo per la guarigione della piccola». La presenza del tumore era stata notata all’ospedale San Raffaele, durante un controllo ecografico alla trentaduesima settimana, quando la piccola si trovava ancora nell’utero: i medici del San Raffaele hanno avviato la futura mamma alla Mangiagalli dove è stata presa in cura da Nicola Persico, chirurgo fetale del Policlinico. «Immediatamente – dice Persico – ci siamo resi conto della gravità della situazione e ci siamo consultati esaminando tre soluzioni: non fare nulla e la bambina sarebbe morta in pancia in un tempo non prevedibile (la stessa notte o più tardi); l’altra soluzione era far nascere subito la bambina, ma poteva sopraggiungere un rischio cardio-respiratorio. Per la terza opzione abbiamo parlato con i genitori per proporre di provare a limitare l’apporto di nutrimento al tumore attraverso la chiusura dei vasi sanguigni. L’intervento è stato eseguito con un ago attraverso l’addome con il laser, dopo che la piccola era stata anestetizzata con una puntura alla coscia. Sono stati così chiusi i vasi sanguigni della massa tumorale evitando che il tumore si ingrandisse ulteriormente. Così abbiamo dato due settimane di vita gestazionale in più, prima del parto».

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