TRE DOMANDE A ANTHONY PHILLIPS

Posted on Mar 3 2016 - 3:47pm by Susanna Marinelli

 

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L’attività musicale di Anthony Phillips è sempre più prolifica ed apprezzata. Impegnato come al solito nella produzione di library music e di soundtrack televisivi e cinematografici (è suo il brano A Noble Court del trailer della pellicola Marguerite di Xavier Giannoli presentata allo scorso Festival del Cinema di Venezia), il talentuoso chitarrista britannico sta ri-pubblicando in 5.1 Surround Sound alcuni dei capolavori del suo repertorio solista. Il più recente è Wise After the Event al quale seguiranno presto Sides e 1984. Abbiamo fatto quattro domande ad Anthony Phillips per saperne di più…

Anthony, cosa ne pensi dell’attuale scena rock?

E’ curioso perchè nonostante la mia attività non mi capita di ascoltare così tanto spesso musica rock. Ascolto molti altri generi però: la classica, ad esempio quando viaggio in macchina, la musica soul, quella televisiva ma ripeto pochissimo rock contemporaneo anche se da uno come me ti aspetteresti il contrario. Sono esposto comunque a molta musica rock prog perchè tanti ragazzi che fanno questo genere mi mandano i loro demos. Ad esempio giorni fa sono andato a vedere un concerto di una giovane band chiamata The Gift e mi è davvero piaciuto. Si sono esibiti anche in una cover di David Bowie che tutti abbiamo cantato insieme. Tra l’altro proprio David Bowie, che è stato un grande artista, è uno dei miei cantanti preferiti.

Una classica domanda: quanto pensi che il web abbia migliorato il mercato discografico contemporaneo?

Ci sono due facce della medaglia: da una parte la crisi delle vendite per via del download illegale, dall’altra il lato positivo è che internet è un bene per chi vuole diffondere più velocemente la propria musica. Oltretutto è qualcosa di molto democratico perchè così hai modo di farti conoscere anche senza avere tanti soldi a disposizione per la promozione. Certo, questa sorta di wild west del download che c’è in giro, soprattutto negli States sta rovinando il mercato.

Di recente ti abbiamo intervistato riguardo la ri-pubblicazione in 5.1 surround sound di Wise After The Event pubblicato originariamente nel 1978. Che ricordi hai del periodo in cui uscì questo disco?

Ho dei bei ricordi. Le cose erano andate molto bene con il mio primo album solista The Geese and the Ghost ma con Wise After the Event mi sono ritrovato per la prima volta a dover comporre un album tutto da solo. Mi sentivo un po’ inquieto, ero alla ricerca di una direzione musicale e non sapevo quale prendere. Metteteci anche che nel frattempo la mia casa discografica mi spingeva per produrre velocemente nuove canzoni. E’ stato anche un periodo molto confuso ma per fortuna sono stato fortunato a poter lavorare a questo progetto con il bravissimo produttore Rupert Hine.

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