Tutela del Cavallo: Horse Angels la Resilienza che Premia

Posted on Lug 6 2017 - 4:21pm by Giada La Mantia

A distanza di quasi 2 anni incontro nuovamente Roberta Ravello, presidentessa di Horse Angels, Onlus, con sede legale a Cesenatico che ha a cuore i cavalli. Quando ci siamo incontrate abbiamo parlato di come si adotta un cavallo, oggi scopriamo in che modo l’Associazione si è evoluta.

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Roberta Ravello

Ciao Roberta e bentrovata. Sino all’anno scorso le adozioni erano il fulcro principale di Horse Angel. Hai fatto adottare centinaia di cavalli, però adesso dal primo gennaio di quest’anno, ci sono delle grandi novità. Raccontaci cosa è successo e perché.

Roberta Ravello: Non riuscendo ad obbligare gli adottanti a tenersi gli equini a vita, non avendo possibilità reali di punirli o sanzionarli se non riescono a tenere fede all'impegno preso, avendo ricevuto un numero enorme di restituzioni, abbiamo cambiato il modus operandi.

Adozioni Boomerang: Horse Angels Dice Stop

Lo scorso anno sono infatti tornati indietro ben 38 cavalli di quelli adottati negli anni precedenti. Di questi tempi, in cui molti vivono in modo precario, anche le adozioni possono essere instabili, ma noi non siamo attrezzati per resistere a numeri elevati di restituzioni, quindi abbiamo rallentato il programma di adozione perché insostenibile. 

Mi spiego, se dobbiamo regalare un cavallo a una persona, che dopo pochi anni non lo vuole più e non c’è modo di evitarlo, non avendo un rifugio (né risorse per costituirlo) in grado di accogliere centinaia di cavalli da mantenere noi al prato fino a morte naturalepreferiamo che siano i diretti proprietari ad assumersi la responsabilità di ricollocare il cavallo affrontando il rischio in proprio. Se non altro per onestà intellettuale. Del resto avere un cavallo è un privilegio, non un diritto e possesso responsabile lo è solo se si comprende la parte di doveri: il bello e il brutto, il facile e il difficile.

Ricollocare non è bello e non è facile, ma rientra nei doveri del proprietario responsabile. Noi diffondiamo le informazioni relative a come verificare la destinazione, informazioni su come redarre un contratto privato di affido o adozione, come fare il passaggio di proprietà, come essere adempienti per la tracciabilità, possiamo pubblicare l'appello conto terzi sul nostro network per dare più visibilità al ricollocamento, ma è oramai da tempo che non ci sostituiamo più ai proprietari nell'assumerci noi il dovere che spetta loro, quello di ricollocare l'equino che decidono di non voler/poter più mantenere.

Il fatto che siano tornati indietro 38 cavalli è comunque un segno che c’è chi dice no al cavallo come animale da carne.

RR: Verissimo. Il fronte del no è in un aumento anche tra i possessori di cavalli. Purtroppo, il miglior salvatore di cavalli è colui che si tiene il proprio, non colui che lo dà via, anche nella speranza di salvarlo da un destino infausto. Tornando a noi, già esistere e resistere nel mondo del cavallo italiano, mondo che in realtà non sostiene la tutela degli equini, in quanto questa è un perenne dito nella piaga, è un miracolo.

Tieni conto che questo problema non c’è in USA e Gran Bretagna dove, formalmente, la gente non mangia cavalli eppure questi finiscono lo stesso al macello, per altre vie. Essendo però quasi tutti formalmente d’accordo che la macellazione è una ignominia,  c’è gran sostegno alla tutela. Pochi ne sono consapevoli, ma l’Italia invece è la macelleria equina d’europa.

Girano molti soldi e alla luce del sole sul macello dei cavalli. Pensa che proprietari di maneggi, specie in alcune regioni e discipline oggi alla moda, sono proprietari di macelli e chiudono il cerchio: dal rettangolo alla tavola.

Tanta gente il cavallo lo mangia… altri lo commerciano legalmente per la carne… altri vivono di espedienti sulla macellazione illegale… tutti sanno… e per lo più preferiscono ignorare.

Cosa Rende l’Adozione di un Cavallo Insicura

Ironicamente, il sistema anagrafe equidi è quello che le rende di fatto insicure. Come puoi vedere nel Registro_carico-scarico basta che un proprietario metta S (smarrimento) sul registro e chi si è visto si è visto. Contestualmente, è tenuto a darne notizia all’anagrafe. Per questo, basta scaricare il modulo amministrativo online furto_equide e inviarlo a chi di competenza ed è fatta. Magari ha venduto il cavallo al becero commerciante che lo avvia al macello o gli rimuove il chip e gliene mette un altro. Per chi è del mestiere questi sono giochetti da ragazzi, ed è proprio questo che rende le adozioni non sicure, insieme alla precarietà della vita di oggi. A mio avviso, se non c’è maggiore serietà da parte dell’anagrafe equide e delle forze di p.g. nel trattare i casi di “smarrimento opportunistico”, non c’è associazione che possa garantire a vita alcuna adozione. Questo è un paese che agevola in modo amministrativo il furto/smarrimento e  dove le forze dell’ordine, e te dico per averne denunciate di persone, non si danno generalmente un gran da fare per avviare indagini sui cavalli “smarriti”.

Abbiamo fatto anche la campagna stampa ad hoc per sensibilizzare, ma oltre a portare più persone alla responsabilità volontaria, non siamo riusciti invece a incidere come speravamo in una riforma dell’anagrafe equidi che scoraggiasse maggiormente gli smarrimenti oopportunistici.
Per il sistema, i cavalli si devono poter perdere così quando non servono più, e sono registrati non macellabili,  vanno agevolmente nel dimenticatoio.
In questo condizioni, personalmente, anche tenendo conto delle scarse risorse che abbiamo, di fare adozioni fiume di cavalli non me la sento, né voglio promettere a vanvera a proprietari che gli adottanti saranno in grado di tener fede a promesse di mantenimento fino a morte naturale.

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Sempre a mio avviso, questo nostro bel paese agevola la macellazione illegale dei cavalli non punendo adeguatamente chi non li ha affatto smarriti… ma li ha fatti sparire per comodità.

Nel 2016 ti proponevi degli obiettivi molto concreti come quello di aumentare del 3% il numero dei sostenitori per stabilizzare le risorse necessarie per la vita dell'Associazione. Ci sei riuscita

RR: Le nostre risorse sono leggermente in crescita di anno in anno, ma ancora a mio avviso insufficienti a interventi più significativi di soccorso per equidi in difficoltà. Sufficienti, forse, ora che abbiamo rallentato con le adozioni "conto terzi", ad ampliare l'accoglienza di equini abbandonati/sequestrati per stalli temporanei propedeutici all'affido a terzi che poi diverranno i proprietari, con tutti gli annessi e connessi.

Mi preme però sottolineare che sono circa incosistenti le domande di adozione per equini solo da compagnia, a meno che non siano pony o asini. Quindi, se un rifugio accoglie equini anziani e disabili, diventa poi una accoglienza residenziale, cioè fino a morte naturale degli animali, con scarse possibilità di aiutarne altri. La vocazione di Horse Angels non sarebbe quella di accogliere equini per un programma residenziale (tipo santuario), ma equini che possono essere riabilitati e dati terzi, per creare maggiore flusso di equini aiutati.

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Primo piano di un cavallo anziano

Il Futuro di Horse Angels

Adesso l’Associazione ha anche altri importanti obiettivi. Faresti per noi un bilancio di questi primi mesi dell’anno e di come hai pensato di impostare le attività per il 2018?

RRNegli ultimi due anni, dall’ultima intervista insomma, è aumentata di molto l’attività giudiziaria di Horse Angels, tra esposti, denunce e querele. Abbiamo all’attivo una decina di avvocati con i quali fare questa attività di “pressing” legale e abbiamo raggiunto più sentenze di condanna in primo grado. Riteniamo l’attività giudiziaria importante perché può contribuire a scoraggiare i reati e a dare delle direzioni alla normativa evidenziando le criticità. A ciò si affianca l’attività propositiva di riforma di leggi, norme e regolamenti che richiede molto “network” con i vari interessi in gioco e per la quale mi sento personalmente portata. Sempre per cambiare la mentalità, favorendo una cultura equestre più sensibile alla tutela animale, dal 2017 siamo anche rivista specialistica online regolarmente registrata presso il Tribunale di competenza. Infine, sempre nella direzione di produrre un cambiamento nella mentalità, abbiamo potenziato la casa editrice che fa capo a Horse Angels e il concorso letterario annesso, Voci per i Cavalli, che quest’anno ha avuto l’onore di vedere il leggendario Monty Roberts, l’uomo che oltre a sussurrare ai cavalli li ascolta, tra i principali protagonisti e vincitori. Da quest’anno abbiamo tirato fuori dal cilindro anche l’Horse Angels Award, premio del fare oltre al dire o allo scrivere, che speriamo diventi di moda ispirando il buon esempio.

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Monty Roberts

In questo paese manca proprio il mettere in luce chi merita dal punto di vista etico, perché si crede che l’essere persone a modo, in qualche modo moralmente encomiabili, scoraggi il successo, specie economico. Ci sono diversi modi di avere successo e, almeno nell’ambito dei cavalli, speriamo di poter correggere certe storture offrendo esempi positivi da emulare, persone che mettono il cavallo e il suo benessere al centro del loro impegno sportivo o professionale raggiungendo risultati degni di nota dal punto di vista anche di un’associazione animalista… perché si sa, tutto dipende dalle prospettive da cui si guarda.

La cosa di cui sei in assoluto più orgogliosa e quello che vuoi raggiungere a medio e a lungo termine in sella a Horse Angel.

RR: Abbiamo ora un progetto a breve termine, da concretizzare entro il 2018, che è quello di un posto di accoglienza e riabilitazione equini referenziato. Non che ci manchino i maneggi con cui collaborare al bisogno, ma sentiamo la necessità di referenziare in nazionale almeno una struttura per, diciamo, questioni formali. Viviamo in una società in cui ci possono essere ambiti in cui una etichetta al posto giusto può fare la differenza per essere incisivi o meno nella tutela, quindi ci è venuto il bisogno di collezionare anche noi qualche titolo in più.

C’è da dire che, mentre cerchiamo di porre a termine questo obiettivo, si attua la riforma del terzo settore, quella del volontariato, tramite la legge 6-6-2016 n.106. Quando, tramite i vari decreti, entrerà in vigore dal punto di vista pratico, dovrebbe darci modo di superare qualche limite attuale o, almeno, ci conto e aspettavo da un po’ che questa riforma avesse luogo.

Quindi metterei negli obiettivi di medio termine di Horse Angels anche l’attesa che la pubblica amministrazione faccia il suo corso nell’attuazione della riforma, per prendere vantaggio di alcuni aspetti ivi contenuti che, a mio avviso, agevoleranno le possibilità di Horse Angels di radicarsi ed ampliarsi nei settori che già sono chiave per noi ora. Infine, mi sono buttata nel programma Erasmus europeo di scambi culturali e anche in questa dimensione, nel lungo periodo, vedo possibili sviluppi positivi.

Il cavallo che ti è rimasto del cuore e al quale dedichi in cuor tuo ogni piccolo passo avanti dell'Associazione.

RR: Questa è una domanda molto tosta alla quale non saprei rispondere. Non cerco il coinvolgimento emotivo personale con i cavalli che l’associazione aiuta, perché altrimenti sarebbe impossibile ricollocarli. Ultimamente, ad esempio, mi sono intestata un equino per dargli una vita dignitosa, che è stato curato, castrato, messo in regola con tutto, mi piacerebbe sicuramente tenermelo. Ma non lo trovo giusto. Se ora sta bene, è tutto a posto, desiderabile dal punto di vista adottivo e faccio la scelta egoistica di tenerlo per me, per poi che cosa? Usare i soldi dell’associazione per un mio piacere privato di possedere un equino cui mi sono affezionata? No. Non è così che si lavora in Horse Angels.

Per quanto mi rincresca, per poter aiutare altri equini quelli che sono già stati aiutati devono affrontare il percorso di ricollocamento. Visto che finisce sempre così, ho imparato ad avere un atteggiamento di equi-distanza con i cavalli che Horse Angels aiuta. So che non sono per me, se non per il breve periodo di stallo presso una struttura con la quale Horse Angels collabora e me ne sono fatta una ragione. Dedico dunque ogni piccolo passo avanti dell’Associazione non tanto a un singolo cavallo sulla cui vita ho avuto una influenza, quanto al divenire della tutela equina sulla quale sono ugualmente certa, per il mondo del cavallo italiano, di avere inciso parecchio negli ultimi 10 anni. 

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Ringrazio ancora una volta Roberta per il tempo l'intervista e se anche tu ami il cavallo in libertà e desideri conoscere in maniera più approfondita il mondo di Horse Angels, ecco i contatti:

www.horse-angels.it

https://www.facebook.com/HorseAngels.network/

info@horse-angels.it

telefax: 0547077180

 

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