UNA TARGA IN RICORDO DI MASSIMO URBANI

Posted on Mag 13 2016 - 6:02pm by Susanna Marinelli

La citta di Roma ricorda lo straordinario talento di Massimo Urbani, uno dei più illustri nomi del jazz contemporaneo, con un sentito e commosso tributo. Al brillante sassofonista, infatti, è stata dedicata una targa nei giardini antistanti il Parco di Santa Maria della Pietà proprio nel giorno che sarebbe stato del suo compleanno, lo scorso 8 maggio. L’iniziativa viene direttamente dal Municipio XIV della capitale e in modo particolare dal lodevole sforzo organizzativo del Presidente Valerio Barletta e del Presidente della Commissione Cultura, Sport Scuola Pino Acquafredda che hanno presentato la manifestazione con grande entusiasmo, accompagnati da una live band jazzistica. Lo stesso entusiasmo che hanno dimostrato tutti i partecipanti ovvero i cittadini del Municipio, alcuni amici di sempre di Massimo Urbani, i suoi parenti e in particolare suo zio e suo fratello Maurizio, anche lui bravo musicista, i suoi ammiratori. Da sottolineare per il profilo istituzionale anche la presenza di Athos De Luca, lì per insieme agli altri la targa a nome di Massimo Urbani che, come sottolineato da Barletta ed Acquafredda “servirà a registrare nella memoria collettiva uno dei figli più illustri del nostro territorio”. Nessuno più di Massimo Urbani, al quale lo scorso anno è stato anche dedicato un Festival Jazz, ha meritato l’onorificenza della targa approvata dal Municipio XIV. Il sassofonista, infatti, in pochi anni era riuscito a farsi largo in ambito musicale trascinato dall’onda del suo talento e della sua spiccata personalità. Doti che gli permisero di impostare da subito un’interpretazione del jazz molto originale e controcorrente, piuttosto lontana dagli schemi, fino a portarlo ad essere paragonato nientedimeno che ad un mito mondiale di questo stile come Charlie Parker. Nato a Roma nel 1957, Urbani aveva immediatamente dimostrato uno spiccato orecchio musicale già da ragazzino nella Parrocchia S. Maria in Guadalupe e quindi sotto la guida del Maestro Tomassetti. Massimo aveva iniziato suonando il clarinetto ma fu poi con il sassofono contralto che riuscì ad esprimere la sua creatività diventando un virtuoso dello strumento. L’incontro con Mario Schiano e Marcello Melis fu per lui fondamentale e da allora prese il via la sua ascesa artistica con l’arrivo della notorietà, l’incisione di dischi e la partecipazione a tanti festival jazz sia in Italia che all’estero. La sua carriera fu purtroppo stroncata nel 1993 quando Massimo fu trovato senza vita a causa di un attacco cardiaco nel suo appartamento nel quartiere di Monte Mario, dal quale non si era mai allontanato. La targa a suo nome voluta dal Municipio XIV sarà di certo di ispirazione per tanti giovani del quartiere che intendono lanciarsi nel mondo della musica e per tutti coloro che hanno amato e continuano ad amare Massimo Urbani e la sua arte.

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